I ravioli al plin: il Piemonte a tavola

ravioli al plin

15 Gennaio 2025

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Ogni regione italiana ha i suoi piatti tipici e le sue specialità locali. I ravioli al plin sono tra i protagonisti indiscussi della tradizione gastronomica del Piemonte. Nei locali che propongono cucina tipica regionale è molto difficile, infatti, che questo delizioso formato di pasta ripiena non sia presente nel menù. Andiamo allora a conoscerlo più da vicino.

Plin piemontesi: una pasta “antispreco”

I ravioli del plin affondano le loro radici nella tradizione contadina delle Langhe e del Monferrato. La storia racconta che siano nati dall’esigenza di non sprecare gli avanzi di carne degli arrosti domenicali che, dopo essere stati tritati e mescolati a verdure e spezie, venivano “riutilizzati” come ripieno saporito per piccoli ravioli serviti in tavola durante occasioni speciali. Questo spiegherebbe anche il motivo per cui il ripieno è composto sia da carne bovina che da carne suina, proprio come nei nostri ravioli al plin classici.

Quando i ravioli al plin hanno fatto la loro comparsa sulle tavole piemontesi non è certo ma una testimonianza della loro esistenza si trova già in un libro di cucina del 1846 di Francesco Chapusot, capocuoco dell’ambasciatore d’Inghilterra a Torino.

Agnolotti o ravioli al plin?

Nonostante le origini langarole e monferrine, ai giorni nostri i plin sono diffusi un po’ ovunque in tutto il Piemonte. E questo fa sì che spesso vengano chiamati in modi diversi: agnolotti del plin, ravioli del plin, anche tortellini del plin. Quello che non cambia è il riferimento al plin, parola piemontese che vuol dire “pizzicotto” e che indica la piegatura del quadratino di pasta sfoglia fatta con le dita per evitare che il ripieno possa uscire durante la cottura e per raccogliere meno il sugo che rimane “imprigionato” nella ripiegatura.

Ravioli del plin: condimento alla piemontese

In passato, i plin piemontesi venivano serviti soprattutto in brodo per esaltare il sapore del ripieno. Col tempo, però, si sono affermati anche condimenti più asciutti, come burro e salvia (con o senza una grattugiata di formaggio in base ai propri gusti). Sempre secondo la tradizione però, per gustarne al meglio il sapore, bisognerebbe servirli “al tovagliolo”, cioè adagiati su un tovagliolo di lino, senza aggiunta di condimenti.

I ravioli al plin ai giorni nostri

Oggi, l’evoluzione della cucina ha portato a proposte di ravioli al plin con ingredienti innovativi, che riescono però a non snaturare l’identità di questo formato di pasta, profondamente radicata nella cultura piemontese.

Tra i nostri ravioli al plin, vi sono ad esempio tre nuove proposte che sono un vero e proprio omaggio alla cucina piemontese. Per il loro ripieno, infatti, abbiamo scelto:

Ma la nostra proposta di ravioli del plin include anche:

Le caratteristiche dei nostri ravioli plin

Anche se differenti per ripieno, tutti i nostri plin hanno delle caratteristiche comuni che garantiscono un’esperienza gastronomica di alto livello:

  • Forma pizzicata: un omaggio al gesto artigianale della tradizione con cui vengono richiusi
  • Sfoglia sottile: per garantire una cottura uniforme senza creare eccessi di pasta nemmeno nelle pieghe.
  • Equilibrio tra pasta e ripieno: che regala al palato un’armonia perfetta tra le diverse consistenze e i differenti sapori.
  • Semplicità nei condimenti: grazie ai ripieni generosi e delicati, per esaltare il sapore dei nostri plin non servono sughi elaborati. Il nostro consiglio è di servirli con un condimento leggero come burro e salvia o di degustarli in purezza.
  • Velocità di preparazione: la pasta sfoglia sottile ma resistente permette di preparare i nostri plin con un solo minuto di bollitura, senza precottura. Ma è anche possibile cuocere i nostri ravioli in padella in soli 4 minuti, con un po’ di acqua e il sugo scelto come condimento.

Scopri tutti i nostri ravioli al plin, una pasta che tra proposte tradizionali e più innovative, racconta il Piemonte a ogni boccone.

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