Consigli digital per ristoratori

Consigli digital ristoratori

Raccontare il proprio brand e i propri piatti online

Oggi i ristoratori, gli chef, sanno benissimo che per veicolare il proprio brand, per far conoscere i piatti, le novità del menù, devono comunicare sui social e, più in generale, sul web.
In che modo muovere i propri passi nel mondo digitale con coerenza e successo?
Ecco 7 consigli per conquistare una clientela più ampia e fidelizzare quella acquisita coinvolgendola sempre di più nel proprio lavoro.

  1. strategia
  2. tono di voce
  3. frequenza di pubblicazione
  4. contenuti
  5. pianificazione
  6. programmazione
  7. monitoraggio

Ogni imprenditore, ogni ristoratore sa che partecipare alla vita digitale della sua community, essere presenti è molto importante , proprio per questo deve studiare la propria strategia comunicativa, quello che oggi è definito food marketing. Esso include anche scegliere il social di riferimento in cui sia maggiormente presente il pubblico a cui vogliamo rivolgerci. Qualsiasi scelta si faccia è impellente avere ben chiari obiettivi da raggiungere, modi e relative tempistiche.

Fatto questo, iniziamo a stabilire il tono di voce, ovvero il modo in cui si vuole parlare online e dialogare con gli utenti. Che sia formale, informale, diretto o meno, deve essere il più possibile unico, riconoscibile e il più possibile naturale. Di solito online si predilige il rapporto esplicito e dualistico, il “tu” per chiacchierare con disinvoltura con le persone e dar loro l’impressione che il dialogo sia individuale e non diretto a tutti, indispensabile considerare con attenzione la frequenza di pubblicazione.
In questa fase è molto importante essere razionali nel considerare quanto tempo possiamo dedicare ai social. Puntare, ad esempio, ad una frequenza giornaliera può essere molto impegnativo e non necessariamente appagante. Non è detto, infatti, che si riesca a tener fede alle proprie intenzioni per mancanza di tempo. Meglio pubblicare meno ma farlo con costanza. No alla saltuarietà. Spesso gli impegni professionali sono tanti e tali da non riuscire a rispettare il calendario prefissato, soprattutto se si cura la comunicazione in prima persona, senza delegarla. La pubblicazione online per funzionare non può ad essere occasionale.

Cosa pubblicare online?

Cosa pubblicare? Sicuramente, contenuti di valore, sia graficamente, sia a livello di testo. Ecco perché è necessario capire l’importanza della frequenza di pubblicazione in quanto non sempre è possibile realizzare contenuti interessanti e non sempre c’è qualcosa da condividere. Non deve essere una forzatura. Alla base della presenza online, ad esempio su Facebook o Instagram, serve una motivazione. Questo si traduce in post, articoli, blogpost, che devono mostrare ciò che si realizza, progetti da condividere, idee innovative, richieste di consigli, di opinioni,  agli utenti per coinvolgerli e renderli partecipi. Serve a formare e consolidare la community.

Perché, ad esempio, non domandare ai propri utenti di scegliere tra una rosa di nomi da assegnare al nuovo piatto introdotto nel menù? È un modo per mostrare le immagini della pietanza in questione, della sua preparazione, delle materie prime usate, di incuriosire, di invitare indirettamente all’assaggio e di rendere partecipe il pubblico. Veniamo alle immagini, fattore decisivo del mondo digitale e del food design. Non preoccupatevi non devono essere sempre e solo foto di alto valore artistico.

La semplicità premia e anche le foto scattate con un cellulare possono suscitare emozione ed esser condivise. Oggi molti smartphone consentono di elaborare le foto direttamente dal dispositivo aggiungendo elementi grafici o audio. Nella pianificazione è importante  alternare foto con video, infatti questi ultimi stanno prendendo sempre più spazio e importanza su molte piattaforme. Se, poi, si opta per Tiktok i video, anche amatoriali ma sempre curati, sono indispensabili, così come la loro notevole frequenza.

Pianificazione: un “salvavita”

Visto che abbiamo introdotto la pianificazione dedichiamole un po’ di spazio.

È una parte indispensabile del lavoro, non trascurabile. Si tratta di un impegno notevole ma che, una volta ultimato, facilita molto i compiti successivi. Il modo in cui si realizza è soggettivo, un file di Word, Excell, Powerpoint, anche  Google offre diverse applicazioni gratuite e semplici da usare, ma ciò che conta è che sia continuativa, regolare, e rispetti la frequenza di pubblicazione scelta.

La pianificazione è anche un ottimo pro memoria dello storico pubblicato e che, ogni tanto, in situazioni di emergenza, può essere riproposto senza sforzi avendo già pronti contenuto, testo e grafica. La pianificazione consente anche di programmare le proprie attività in anticipo e in modo ragionato.

Ogni social, ogni promozione che si scelga di effettuare online va programmata su una piattaforma digitale, ad esempio Meta nel caso di Facebook e Instagram, che mette gratuitamente a disposizione degli utenti il programma per la pianificazione dei post così che, una volta programmati tutti i contenuti (per una settimana, quindici giorni, un mese), si possa monitorare la propria presenza con calma.

Bisogna controllare tutti i dati che la piattaforma ci mette a disposizione, dai like ai commenti alle condivisioni (interazioni), se i post organici (non a pagamento) funzionano meglio delle inserzioni (a pagamento) o viceversa e analizzare tutte le insight  disponibili,  in modo da capire quello che funziona meglio, cioè quello che fa compiere al nostro visitatore l’azione che noi vogliamo che compia (lasciare la mail, telefonarci, acquistare un prodotto).

Il monitoraggio attento e puntuale è utile per creare uno storico della presenza online dell’azienda in modo da capire se si stia muovendo nella giusta direzione o se debba essere cambiata in corso d’opera. Sui social e più in generale online, tutto si muove con rapidità e altrettanto rapidamente si devono comprendere tali cambiamenti ed eventualmente modificare la propria strategia. E qui si torna all’inizio del discorso proprio per sottolineare che, senza strategia, si rischia di navigare a vista sprovvisti di bussola.