Cosa ci ha insegnato la pandemia in cucina

Gestione del tempo

La pandemia ha avuto un impatto notevole sulla nostra vita quotidiana e ci ha costretto a fare i conti con le nostre abitudini. I cambiamenti attuati non sono necessariamente negativi, anzi. La pandemia ci ha stimolati a essere più creativi nell’organizzazione del tempo, in quel periodo abbiamo messo in atto molte strategie per costruire nuovi ritmi e scadenze: la gestione del tempo è proprio questo, è il processo di pianificazione delle azioni da compiere in un arco temporale predeterminato. Molti di noi hanno iniziato a farlo proprio durante il periodo di emergenza sanitaria.
La gestione del tempo è una scienza applicata ed utilizzata in ambito aziendale per aumentare l’efficacia, l’efficienza e la produttività, ed è una delle abilità fondamentali per garantire il successo aziendale.
Esistono diverse tecniche per la gestione del tempo e cercando su internet si aprirà un mondo, ma quello che dobbiamo fare, in parole povere, è dare il giusto valore al tempo, tralasciando ciò che è poco importante per dare rilievo a ciò che è urgente, In questo modo miglioreremo la nostra produttività e saremo più appagati.
Una delle tecniche utilizzate da molto tempo nella gestione aziendale è l’analisi A B C per migliorare il processo decisionale ed aumentare la produttività. Questa analisi consente di stabilire le priorità di alcune attività e consiste nel classificare i dati in tre gruppi contrassegnati dalle lettere A, B e C:
A: attività urgenti ed importanti;
B: attività importanti ma non urgenti;
C: attività non urgenti e non importanti che si possono posticipare o eliminare.

Scorte in cucina

Se c’è qualcosa che ha insegnato la pandemia è l’importanza delle scorte.
L’emergenza sanitaria ha spinto tutti a riprogrammare le dispense di casa e ancora di più quelle professionali, inoltre, con l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, gli imprenditori della ristorazione hanno bisogno di un nuovo modo per pianificare i loro acquisti alimentari per soddisfare la clientela evitando spreco di denaro e cibo.

Anche in questo caso, è importante avere un metodo; solo con una buona organizzazione di base è possibile comprare i prodotti che occorrono nella giusta misura, riuscendo anche a risparmiare.
In un ristorante la decisione sugli acquisti da compiere inizia dal menu. Per prima cosa, dunque, dobbiamo pensare ai piatti che desideriamo offrire e poi fare un elenco delle materie prime che intendiamo utilizzare.
La spesa intelligente si basa quindi, soprattutto, su una lista della spesa il più possibile smart e ragionata.
I fornitori giocano un ruolo fondamentale nel processo di approvvigionamento, pertanto è opportuno sceglierli con cura.
Per maggiore semplicità organizzativa, possiamo accorpare questi prodotti in tre gruppi:
• prodotti freschi di breve durata;
• prodotti conservati di media durata;
• prodotti di lunga durata.
I prodotti surgelati, per le ottime proprietà di conservazione, costituiscono una componente importante di una spesa intelligente. Ricorrere ai surgelati permette infatti di ampliare la scelta a tavola, ma soprattutto di allungare la durata della conservazione dei cibi: nel cassetto del freezer sono sempre a disposizione e si prestano a più utilizzi, in tutte le stagioni.

Risparmio energetico

In che modo ridurre gli sprechi nella cucina del proprio ristorante? Bastano alcune piccole, ma decisive, attenzioni per fare la differenza per il portafoglio.

Ecco quali:

  • utilizzo di pentole ad alta conducibilità termica e bassa dispersione;
  • dotarsi di elettrodomestici in classe energetica molto elevata e di ultima generazione;
  • posizionali in modo strategico per facilitare il lavoro;
  • evitare il riempimento eccessivo di frigo e frezeer ma senza lasciare spazi vuoti molto ampi;
  • inserire nel congelatore solo alimenti già freddi;
  • sbrinare periodicamente sia i frigoriferi che i freezer;
  • utilizzare un sistema di illuminazione a basso consumo (ad esempio lampade led);
  • installare apparecchi di monitoraggio consumi;
  • se possibile, collocare la cucina in un locale che non si scaldi molto d’estate (o schermare l’esterno);
  • valutare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica;
  • installare dei sensori per l’accensione e lo spegnimento della luce al passaggio;
  • dovendo cambiare la caldaia, preferirne una a condensazione per l’acqua calda.

Un’altra buona pratica consiste nel controllare sovente le guarnizioni dei propri elettrodomestici. Questi ultimi sono responsabili per il 40% dei consumi in cucina.

In alcuni casi può essere consigliabile utilizzare più di un freezer di dimensioni ridotte invece che uno molto grande. Questo per contenere la dispersione energetica e riporre alimenti che necessitano della medesima temperatura in un solo freezer, così che ognuno operi senza “sforzo”. In poche parole, manutenzione e innovazione sono alleate della ristorazione in termini di risparmio e contenimento delle spese. La bolletta energetica peserà meno.