Pasta, storia e curiosità sull’alimento più ricercato!

storia della pasta

La prima pasta della storia? La lasagna

A tutta… pasta. È uno degli alimenti più diffusi, amati, conditi e ricercati di tutto il mondo. Indiscusso simbolo di italianità, la pasta vanta le più disparate forme, dimensioni, spessore, colore, sapore, nonché origini molto antiche.

C’è chi sostiene derivi dalla Sicilia araba e chi dagli etruschi e dai romani che, secondo studi e rilievi archeologici, pare fossero ghiotti di lagana fresca, anticipatrice dell’odierna lasagna, una serie di sfoglie di pasta sovrapposte e farcite con carni. Da leccarsi le dita, no?

Nel 1154 il geografo di nome Edrisi cita, in un testo, una pietanza a base di farina e in forma di fili, chiamata triyah. Antesignana degli spaghetti.

Curiosità e aneddoti: dalla cottura in forno alla bollitura

Chi non ha mai impastato con le proprie mani? Una volta, però la pasta veniva preparata con i piedi.Letteralmente. Nella Napoli settecentesca, infatti, era d’uso lavorala in tale modo perché si riteneva migliorasse il risultato. Ad impastare così erano uomini robusti che potevano “pestare” meglio, ma nella prima metà dell’Ottocento, si abbandonò questa tradizione, considerata abominevole… e come non esser d’accordo! Per motivi igienici si preferì un metodo più innovativo, il macchinario chiamato “uomo di bronzo” destinato alla trafila. Ecco, così gettate le basi del moderno pastificio.

Oggi, diamo per scontato che la cottura della pasta avvenga per bollitura, ma inizialmente si cuoceva al forno! Si, proprio così! Solo nel Medioevo inizia a far capolino la bollitura, molto apprezzata perché la pasta assorbiva bene il condimento, quindi risultava più gustosa.

In un primo momento appannaggio dei più benestanti, la pasta si diffonde maggiormente nel ‘500 quando, in numerose città tra cui Napoli, Roma, Milano si costituiscono le corporazioni di pastai. E, da allora anche il popolo non poté più farne a meno.

I benefici della pasta fresca, noti sin da tempi remoti, sono notevoli: lento rilascio di glucosio, così che l’organismo vanti energia, apportata dall’alimento, il più a lungo possibile; assenza di colesterolo; regolazione dell’attività intestinale; meno calorie e maggior senso di sazietà; maggior buonumore! Niente male, no?